Un museo egizio sulle sponde del Po: l’idea per l’area tra ex Fimit ed ex Manifattura Tabacchi
Da Gianluca Rini
Marzo 27, 2025

Immaginare di passeggiare accanto al Po e ritrovarsi improvvisamente in compagnia di un antico abitante del regno egizio potrebbe sembrare pura fantasia. Eppure, qualcuno a Torino sta pensando di trasformare due grandi siti, l’ex Fimit e l’ex Manifattura Tabacchi, in luoghi capaci di evocare la grandezza dei faraoni. Questa prospettiva, nata da idee sviluppate all’interno dell’Agenzia del Demanio e discusse con l’amministrazione, potrebbe attirare capitali e nuovi visitatori, portando diversi servizi nell’area del parco della Confluenza.
L’idea di fondo
Secondo le autorità coinvolte, la città attende da tempo un disegno complessivo per risolvere il problema dei tanti spazi in stato di abbandono. Una mappatura realizzata nei mesi scorsi ha rivelato che alcune zone di grande potenziale, tra cui appunto l’ex Manifattura Tabacchi e l’ex Fimit, richiedono progetti sostenibili e soprattutto appetibili per chi desidera investire.
Proprio per questo, è stato firmato un protocollo tra il Demanio e la Città, con l’obiettivo di costruire le basi per future collaborazioni. L’obiettivo è ridurre le incertezze di chi vorrebbe mettere risorse in questi luoghi, favorendo il rilancio di intere porzioni del territorio.
Un modello ispirato a Pompei
La direttrice dell’Agenzia del Demanio ha fatto riferimento a un esempio concreto, ovvero l’area di Scafati, adiacente a Pompei. Lì, l’intenzione è creare un percorso che renda “viva” l’antica città romana: dagli scavi archeologici alle tecniche agricole, passando per strutture ricettive di nuova generazione.
Allo stesso modo, l’ex Manifattura Tabacchi potrebbe diventare un grande laboratorio turistico e culturale, in cui la storia egizia incontra il Po. I visitatori, così, non sarebbero più costretti a osservare reperti soltanto all’interno di un museo tradizionale, ma vivrebbero un’esperienza immersiva, con ristoranti, aree ricreative e servizi per il pubblico più giovane.
Il rilancio lungo il fiume
Le ipotesi per rivitalizzare quest’area prevedono la valorizzazione di ampie zone verdi, in modo che gli spazi affacciati sul Po diventino punto di aggregazione per chi desidera svago e cultura. La proposta avanzata dall’Agenzia del Demanio, infatti, comprende l’idea di depositi museali da rendere fruibili, con il fine di creare sinergie fra le esposizioni classiche e la moderna attrazione fluviale.
Un collegamento simbolico tra il Nilo e il Po, inteso come elemento narrativo capace di richiamare le radici della civiltà egizia, darebbe spessore a un polo in grado di ospitare attività ricreative e approfondimenti storici.
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Gianluca Rini
Sono laureato in Comunicazione e Multimedia e in Scienze Turistiche, ho conseguito un Master in Giornalismo e Comunicazione. I miei interessi vanno dall'Italia e le realtà delle città del nostro Paese fino alla tecnologia e a tutto ciò che riguarda la cultura.