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Il Piemonte è la terza regione più anziana d’Italia: aumenta l’età media

Da Gianluca Rini

Febbraio 25, 2025

Il Piemonte è la terza regione più anziana d’Italia: aumenta l’età media

La popolazione del nostro Paese mostra da tempo un’età media piuttosto elevata. Secondo recenti rapporti, l’Italia registra uno dei valori più alti all’interno dell’Unione, superando abbondantemente i 48 anni, mentre la media europea è attorno ai 44.

Questa differenza, che riguarda l’ampia fascia di residenti di età avanzata, solleva domande importanti sulle ripercussioni sociali ed economiche a lungo termine. Per comprendere quanto sia profondo il processo di invecchiamento, è utile esaminare le statistiche che interessano altre nazioni del continente e, in modo specifico, considerare il caso del Piemonte, dove la struttura demografica evidenzia sviluppi ancora più accentuati.

L’andamento demografico nel contesto europeo

Dal 2014, il continente ha visto crescere la propria età media di poco più di due anni, a testimonianza di un processo di invecchiamento esteso a quasi tutti gli Stati membri. In alcune realtà, però, l’incremento risulta contenuto o addirittura invertito: Malta, per esempio, ha segnato un lieve calo, mentre in Germania la variazione è rimasta stabile.

L’Italia, invece, si colloca tra le nazioni con l’aumento maggiore, insieme a realtà come Grecia, Portogallo e Slovacchia, accumulando circa quattro anni in più nel giro di un decennio. Questo trend, legato anche a fattori come la riduzione della natalità e un rallentamento nella spinta migratoria, posiziona il nostro Paese in cima alla lista per popolazione anziana, evidenziando uno scenario particolarmente complesso.

Il Piemonte: un esempio significativo

Tra le regioni italiane, il Piemonte raggiunge un’età media prossima a 50 anni, ponendosi appena dopo Liguria e Friuli-Venezia Giulia. Le stime ipotizzano che entro il 2050 salirà a circa 52, in linea con una curva che non sembra destinata a decrescere. Questo quadro deriva soprattutto dal basso tasso di natalità, non compensato dagli arrivi dall’estero: la regione presenta un saldo negativo di nascite rispetto ai decessi (-7,7 per mille residenti) e i nuovi ingressi (6,6 per mille) non riescono a pareggiare le uscite.

Inoltre, ogni persona oltre i 65 anni può contare su appena 2,3 individui in età lavorativa, con possibili effetti su carichi fiscali e sostenibilità dei servizi. Nel frattempo, l’aspettativa di vita ha superato gli 80 anni per gli uomini e sfiorato 85 per le donne, confermando un significativo aumento della longevità.

Entro la fine di questo secolo, si prevede un ridimensionamento anche nelle grandi città: Torino, per esempio, potrebbe perdere fino a 300mila abitanti. Questo declino si collega a un quadro nazionale più ampio, in cui l’invecchiamento incide su pensioni, spesa sanitaria e tenuta delle aree interne. Politiche mirate, volte a incentivare la natalità e a creare condizioni favorevoli per i lavoratori più giovani, potrebbero risultare decisive per invertire o, almeno, rallentare la tendenza.

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Gianluca Rini

Sono laureato in Comunicazione e Multimedia e in Scienze Turistiche, ho conseguito un Master in Giornalismo e Comunicazione. I miei interessi vanno dall'Italia e le realtà delle città del nostro Paese fino alla tecnologia e a tutto ciò che riguarda la cultura.

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